Scritto in uno stile limpido e coinvolgente, arricchito da una cronologia dettagliata, “Svegliarsi adulti” (Einaudi) è insieme una biografia rigorosa e un libro di formazione.
Roberta Mori, già co-curatrice con Domenico Scarpa dell’Album Primo Levi (Einaudi 2017), e con Guido Vaglio della mostra Le ossa della terra. Primo Levi e la montagna, del 2024, pubblica con Svegliarsi adulti, la prima ampia biografia di Sandro Delmastro (1920-1944), il partigiano torinese che Primo Levi aveva celebrato nel personaggio indimenticabile di Ferro in Il sistema periodico e ricordato in La carne dell’orso (Pagine sparse). “Suscitava in me una comunione nuova con la terra e il cielo, in cui confluivano il mio bisogno di libertà, la pienezza delle forze, e la fame di capire le cose” – scrive Levi – e aggiunge che la sua amicizia era stata preziosa per “misurarsi e migliorarsi”, per sentire “il sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del proprio destino” per inquadrare la giovinezza, la formazione universitaria e l’inizio della militanza antifascista di Levi .
Delmastro non è certo una figura sconosciuta: le biografie di Levi, in particolare quelle esemplari di Carole Angier o Sergio Luzzatto, lo ricordano anche diffusamente e ritroviamo il suo nome nelle ricognizioni sulla lotta partigiana in Piemonte e Valle d’Aosta. Ma nel libro di Mori Delmastro non è solo l’amico che insegna a Levi, diciassettenne, “la gioia di scegliere”, né uno dei protagonisti della resistenza: è il paradigma di un’intera generazione che, di fronte al fascismo e alla guerra, sa “svegliarsi adulta” in pochi mesi anziché in decenni, come tanti. “L’ingiustizia delle leggi razziali, irrazionali e disumane, è forse lo spartiacque decisivo – scrive Mori – nel passaggio all’età adulta, a una lucida contezza di sé e del mondo in cui vive”.
Figlio di una famiglia borghese di origini ebraiche per parte materna, studente brillante alla Normale di Pisa, scalatore audace delle Alpi occidentali, Delmastro abbandona tutto nel 1943 per diventare uno dei capi militari del Partito d’Azione in Valle Gesso ed essere ucciso a 24 anni in un’imboscata fascista il 24 novembre 1944.
Frutto di un decennio di ricerche negli archivi torinesi, cuneesi e pisani, il libro di Mori porta alla luce centinaia di documenti inediti: lettere, fotografie, diari, rapporti partigiani, persino la tessera da guida alpina. Ne emerge il ritratto di un giovane «inafferrabile» – come lo definiva Levi – che univa rigore intellettuale, gioia fisica e senso etico, e che si è dimostrato capace di organizzare sabotaggi e salvataggi di ebrei senza mai perdere l’ironia e la tenerezza.
Scritto in uno stile limpido e coinvolgente, arricchito da una cronologia dettagliata, Svegliarsi adulti è insieme una biografia rigorosa e un libro di formazione che restituisce alla memoria collettiva una figura che, come scrive l’autrice, conteneva “tutto quello che serve a vivere”: coraggio, amicizia, amore per la montagna e per la libertà.
