16 Ottobre 1943. Mai dimenticare

16 Ottobre 1943. Mai dimenticare

Ottantadue anni fa la razzia del Ghetto di Roma. I sodali della Fondazione Giuseppe Levi Pelloni uniti nel ricordo

Fu il giornale azionista “l’Italia libera”, che aveva come direttore Leone Ginzburg, il primo a dare la notizia della retata già l’indomani del 16 ottobre. Vale la pena citare integralmente il testo, così da poter riflettere su alcuni particolari:

“I tedeschi sono andati in giro per Roma tutta una notte ed un giorno per strappare degli italiani ai loro focolari. I tedeschi vorrebbero convincerci che costoro ci sono estranei, che sono d’un’altra razza; ma noi li sentiamo come carne nostra e sangue nostro: con noi hanno sempre vissuto, lottato e sofferto. Non solo gli uomini validi, ma vecchi, bimbi, donne, lattanti, tutti sono stati stipati in carrettoni coperti ed avviati così al loro destino. Non c’è cuore che non frema al pensiero di quel destino.
Ma i soldati che hanno eseguito un compito così inumano con freddezza impassibile, senza un tremito, senza un lampo di misericordia negli occhi, hanno pure le loro famiglie lontane: madri, mogli, figlie, sorelle; e si sentiranno pure essi struggere talvolta di nostalgia nel riudire i canti della loro fanciullezza. Una disciplina di partito o di stato che inaridisca e impietri il cuore a quel punto, che faccia tacere ogni voce di umanità, che abbassi l’uomo ad automa, è un veleno che deve essere curato col ferro e col fuoco. Non è più odio il nostro, è orrore. Finché l’Europa non sarà liberata da quest’incubo non vi sarà speranza di pace. Nessuno pensa per ritorsione di dar domani la caccia alle donne e ai bambini tedeschi, ma questi soldati nazisti, e i loro servi, spioni, sicari fascisti, debbono essere ammutoliti per sempre, seppelliti per sempre in questa stessa terra che osano profanare con tanta vergogna.”

“L’Italia libera” (edizione stampata clandestinamente a Roma), n. 11, 17 ottobre 1943, p. 2, Cronache italiane. La deportazione degli ebrei romani.