Cinque giorni pieni di impegni per i convegnisti polacchi partecipanti al progetto europeo promosso dalla Fondazione polacca NovaEra e dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni
Cinque giorni romani pieni di impegni per i convegnisti polacchi partecipanti al progetto “Building Coalition for Tolerance” promosso dalla Fondazione polacca NovaEra e dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni, con la visita all’antica dimora romana Patrizi Montoro (Piazza San Luigi de’ francesi), la lezione dedicata alla storia degli Ebrei a Roma tenuta da Pino Pelloni con la preziosa collaborazione di Elzbieta Cywiak e la visita al Museo Ebraico condotta da Giacomo Moscati, Assessore alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma. Senza aver tralasciato la passeggiata didattica in Ghetto a cura di Paola Sonnino.

La conversazione sulla storia degli Ebrei di Roma, tenutasi in una delle sale di Palazzo Patrizi-Montoro, ha portato i partecipanti al seminario alla conoscenza della più antica comunità ebraica d’Europa, a comprendere le cause di fenomeni di intolleranza religiosa e sociale nei confronti degli ebrei in Italia, ma anche in Europa, lungo i secoli, e a far tesoro delle buone condotte per eliminare gli antagonismi religiosi e culturali aumentando conoscenza e consapevolezza culturale. A confronto anche con lo spazio urbano della città e del Ghetto con le susseguitesi mutazioni architettoniche dello spazio urbano per una riflessione condivisa sulla esperienze storiche delle comunità minoritarie. Facendo proprio il programma del progetto condiviso dalle due Fondazioni promotrici che auspicano la condivisione di competenze interculturali, il riconoscimento della diversità culturale e dei contributi storici delle comunità ebraiche; la conoscenza di competenze sociali e civiche, con l’ approfondimento della comprensione dell’integrazione, della tolleranza e dei diritti umani; lo sviluppo dell’empatia e consapevolezza storica; la capacità di coniugare la conoscenza storica con le sfide contemporanee (ad es. convivenza interculturale, sfidare i pregiudizi); l’esercizio del pensiero critico combinando narrazioni storiche con il luogo in cui ci si viene a trovare e a conoscere, la capacità di comunicazione attraverso un dialogo attivo con i docenti preposti e la discussione di gruppo.
La visita al Museo Ebraico, abilmente condotta da Giacomo Moscati che ha portato agli ospiti il saluto della Comunità Ebraica di Roma, è stato il secondo impegnativo appuntamento con i partecipanti al workshop didattico.

Questo viaggio, nel Museo ebraico più bello d’Europa, tra storia dell’arte, manufatti di notevole pregio, il racconto e le testimonianze di riti e costumi degli ebrei di Roma, le Cinque Scole e la bellezza di un patrimonio unico al mondo, ha lasciato nei nostri ospiti il segno di una storia millenaria che sta a documentare la vita di una antichissima comunità. Poi la maestosità del Tempio Maggiore, la principale sinagoga di Roma di rito italiano che venne costruita nei prini quattro anni del Novecento su uno dei quattro lotti di terreno ricavati demolendo le più fatiscenti aree del Ghetto.

E stato ricordato come con l’istituzione del ghetto ebraico nel 1555 da parte di Papa Paolo IV, al suo interno furono raccolte in un unico edificio le uniche cinque sinagoghe della città, le cosiddette “Cinque Scole” (la Castigliana, la Catalana, la Siciliana, la Nova e l’Italiana), ciascuna afferente ad un diverso rito. In seguito all’annessione di Roma allo stato italiano nel 1870, con la quale gli ebrei divennero titolari dei diritti di cittadinanza, venne abolito il ghetto; nel 1888 l’Università ebraica di Roma stipulò un contratto con la Municipalità Capitolina per il quale avrebbe ottenuto un terreno con strade di accesso adeguate per l’edificazione di una sinagoga di dimensioni monumentali per consentire la demolizione dell’edificio delle Cinque Scole.

La visita al Palazzo della Famiglia Patrizi Montoro ha offerto un’occasione unica per conoscere la storia di una delle più antiche famiglie aristocratiche della città. La residenza colpisce per gli interni riccamente decorati, gli affreschi e una collezione di opere d’arte che riflettono lo stile di vita dell’élite romana nel corso dei secoli. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere l’architettura del palazzo e l’importanza di questo tipo di residenza nella struttura sociale della vecchia Roma.

La Fondazione Giuseppe Levi Pelloni ringrazia Corso Patrizi (il padrone casa), Paola Sonnino, Vice presidente della Fondazione Giuseppe Levi Pelloni, la giornalista Elzbieta Cywiak, la Presidente della Fondazione NovaEra Alina Stadnik e i tredici convegnisti intervenuti.
Il progetto portato avanti dalle due Istituzioni culturali nell’ambito dei programmi dell’UE ha avuto inizio nel settembre 2025 e si concluderà il 28 febbraio 2027.
[ENGLISH VERSION]
Rome: Educational Seminar, Visit to Palazzo Patrizi-Montoro and the Jewish Museum for the “Building Coalition for Tolerance” Project
Five busy days in Rome for the Polish participants in the “Building Coalition for Tolerance” project, promoted by the Polish NovaEra Foundation and the Giuseppe Levi Pelloni Foundation
The program included a visit to the historic Roman residence Palazzo Patrizi-Montoro in Piazza San Luigi de’ Francesi, a lecture on the history of the Jews in Rome delivered by Pino Pelloni with the valuable collaboration of Elzbieta Cywiak, and a guided visit to the Jewish Museum led by Giacomo Moscati, Councillor for Culture of the Jewish Community of Rome. The itinerary also included an educational walk through the Ghetto conducted by Paola Sonnino.
The talk on the history of the Jews of Rome, held in one of the halls of Palazzo Patrizi-Montoro, introduced seminar participants to the oldest Jewish community in Europe. It helped them understand the roots of religious and social intolerance toward Jews in Italy, as well as across Europe over the centuries, while also highlighting constructive ways to overcome religious and cultural antagonism through greater knowledge and cultural awareness.
The discussion also engaged with the city’s urban space and the Ghetto itself, tracing the architectural changes that have shaped this area over time and encouraging a shared reflection on the historical experience of minority communities. In keeping with the aims of the project, as set out by the two promoting foundations, the seminar sought to foster the sharing of intercultural skills, recognition of cultural diversity and of the historical contributions made by Jewish communities, and the development of social and civic competences through a deeper understanding of integration, tolerance, and human rights. It also aimed to strengthen empathy and historical awareness, to connect historical knowledge with contemporary challenges such as intercultural coexistence and the need to challenge prejudice, and to encourage critical thinking by linking historical narratives with the places in which they are encountered and explored. Active dialogue with the lecturers and group discussion also helped participants develop their communication skills.
The visit to the Jewish Museum, expertly led by Giacomo Moscati, who also conveyed greetings from the Jewish Community of Rome, was the second major engagement for the participants in the educational workshop.
This journey through what is considered the most beautiful Jewish museum in Europe — among art history, remarkable artifacts, and the stories and testimonies of the rites and customs of the Jews of Rome, the Cinque Scole, and the beauty of a heritage unique in the world — left a deep impression on our guests, offering vivid evidence of a thousand-year history that documents the life of an ancient community. They also admired the grandeur of the Tempio Maggiore, the main synagogue of Rome in the Italian rite, built in the first four years of the twentieth century on one of the four plots created by demolishing the most dilapidated sections of the Ghetto.
The visit also recalled that, when the Jewish ghetto was established in 1555 by Pope Paolo IV, the city’s only five synagogues were gathered into a single building within its boundaries: the so-called Cinque Scole — the Castigliana, the Catalana, the Siciliana, the Nova and the Italiana — each associated with a different rite. After Rome was annexed to the Italian state in 1870, when Jews became full citizens, the ghetto was abolished. In 1888, the Jewish University of Rome signed an agreement with the Municipalità Capitolina under which it obtained a plot of land with suitable access roads for the construction of a monumental synagogue, making it possible to demolish the building that had housed the Cinque Scole.
The visit to the Palazzo of the Patrizi Montoro family offered a unique opportunity to discover the history of one of the city’s oldest aristocratic families. The residence is striking for its richly decorated interiors, frescoes, and collection of works of art reflecting the lifestyle of the Roman elite over the centuries. Participants had the opportunity to learn about the architecture of the palazzo and the importance of this kind of residence in the social structure of old Rome.
The Giuseppe Levi Pelloni Foundation would like to thank Corso Patrizi, the host, Paola Sonnino, Vice President of the Giuseppe Levi Pelloni Foundation, the journalist Elzbieta Cywiak, Alina Stadnik, President of the NovaEra Foundation, and the thirteen conference participants who took part in the initiative.
The project, carried out by the two cultural institutions within the framework of EU programs, began in September 2025 and will conclude on February 28, 2027.
