Memorial Zola a Oliena: non solo calcio ma anche la rassegna “Leggere lo sport”

Grande successo dell’iniziativa promossa dal Comune della cittadina sarda insieme alla nostra fondazione. Tra i protagonisti – insieme a Gianfranco Zola – Francesco Trento, Darwin Pastorin, Cristian Nonnis, Paolo Piras e Stefania De Michele.

Anche quest’anno si è rinnovato l’appuntamento con il torneo giovanile di calcio che Gianfranco Zola, insieme alla sua famiglia e in collaborazione con la Scuola calcio della Corrasi-Junior ha voluto dedicare a suo padre Ignazio, indimenticato pioniere del calcio nel suo paese d’origine Oliena e in provincia di Nuoro. Per la cronaca la vittoria nella categoria “giovanissimi” (che ha riguardato le squadre più blasonate) è andata al Cagliari, che ha superato in finale la Sampdoria con il punteggio di 2-1.

La manifestazione, che si si è svolta dal 6 al 9 giugno, quest’anno ha presentato un’offerta ancora più ricca rispetto al passato, con la prima rassegna “Leggere lo sport, ideata e promossa dal Comune di Oliena in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Levi Pelloni.

Per tutta la durata del Memorial “Ignazio Zola” si sono svolte presentazioni di libri, un incontro con i ragazzi delle scuole medie ed è stata inaugurata una mostra fotografica: tutte iniziative aventi come denominatore comune il valore educativo e sociale dello sport. Attraverso la pratica sportiva infatti il ragazzo viene educato periodicamente al rispetto dell’avversario e delle regole ed è quindi potenzialmente più predisposto alla lealtà e alla legalità anche fuori dal campo.

È quello che ha auspicato nel presentare la manifestazione lo stesso Gianfranco Zola, fresco vincitore con il Chelsea dell’Europa League in qualità di vice-allenatore: “Sono certo – ha affermato – che questi ragazzini potranno diventare ottimi cittadini. E se qualcuno di loro arriverà in alto nel calcio, tanto meglio”. Sono quei valori hanno sempre contraddistinto sul campo la luminosa carriera sportiva del popolare “magic box” (così veniva soprannominato in Inghilterra quando giocava con la maglia del Chelsea), e che ha sempre cercato di trasmettere a sua volta ai suoi figli e ai suoi allievi, con un chiaro e costante riferimento ai preziosi e sani insegnamenti ricevuti fin da piccolo dalla sua famiglia. “A me preme soprattutto vedere che i ragazzi si divertano nel rispetto delle regole, senza mai mancare ai sani principi di lealtà sportiva. Quelli di mio padre sono stati soprattutto insegnamenti di vita, di comportamento. Lezioni fondamentali che mi hanno fatto diventare quel che sono, mi hanno consentito di forgiare nel migliore dei modi il carattere e la mia personalità aiutandomi a superare le tante difficoltà che inevitabilmente ho dovuto affrontare nei campi di calcio e nella vita.” Per l’occasione Zola ha voluto istituire a partire da quest’anno alcune borse di studio intitolate a suo padre per premiare i migliori alunni di scuola media e liceo.

Un’altra finalità degli eventi culturali associati al torneo calcistico – come è stato sottolineato da Sebastiano Catte a nome della Fondazione – è quella di avvicinare alla lettura i più giovani partendo proprio da opere legate allo sport. “Lo sport (e il calcio in particolare) è ritenuto infatti un linguaggio universale per eccellenza che, come tale, ha sempre ispirato la grande letteratura del Novecento: basterebbe solo citare autori del calibro di Albert Camus, Vladimir Nabokov, Pier Paolo Pasolini, fino ai più contemporanei Eduardo Galeano, Osvaldo Soriano e Nick Hornby, tanto per citare i nomi più celebri.”

Un linguaggio universale con una forza dirompente in grado di contribuire ad avvicinare le persone, etnie e popoli diversi, con evidenti ricadute sul piano sociale. È questo ad esempio lo spirito che ha animato Francesco Trento, autore di Crazy for football – storia di una sfida davvero pazzesca (scritto in collaborazione con Volfango De Biasi per Longanesi), che ha presentato la sua opera a Oliena giovedì 6 giugno. Un libro a cui è associato un docufilm prodotto dall’Istituto Luce e da Rai Cinema e che racconta una storia bellissima ed emozionante in cui il campo di calcio diventa il luogo dove alcune persone che soffrono di disturbi psichici (alcuni molto gravi) compiono il primo passo nel ricominciare a vivere con gli altri. “Il calcio – racconta nel libro uno dei protagonisti della storia, un ex poliziotto della scorta di Francesco Cossiga – mi ha aiutato tantissimo ad avere una disciplina, a mettermi in relazione con gli altri. E combattere anche i fantasmi, le paure, le debolezze”.

La serata di venerdì era incentrata sul tema “Il valore educativo dello sport attraverso i modelli positivi”, con le testimonianze dello stesso Gianfranco Zola – intervistato dalla giornalista di Euronews Stefania De Michele – e di Darwin Pastorin, che ha presentato i due suoi ultimi libri: Storia d’Italia ai tempi del pallone, dal Grande Torino a Cristiano Ronaldo (Casasirio ed.) e il recentissimo Gaetano Scirea, il Gentiluomo (Giulio Perrone editore), dedicato alla figura esemplare del grande libero della Juventus e della Nazionale italiana campione del mondo del 1982. Un campione nel campo e nella vita, morto prematuramente in un incidente stradale su una strada polacca, quando era vice allenatore della sua Juventus, il 3 settembre 1989. Nel libro di Pastorin è ben descritto il campione immaginato oggi: avrebbe insegnato ai giovani come calciare di destro o di sinistro, come colpire di testa e come affrontare l’avversario con talento e rispetto ma, in special modo, come riportare il pallone alla magia e alla bellezza, rispettando le decisioni dell’arbitro e tornando a casa con il sorriso e mai con il rancore. Sempre nella serata di venerdì Cristian Nonnis ha parlato del suo Calcio è filosofia (Kimerik ed.), in cui ha voluto accostare grandi filosofi del passato ad alcuni dei fuoriclasse della storia del calcio, scelti tra coloro che maggiormente hanno scatenato le fantasie dello scrittore (tra cui Alfredo Di Stefano, Nils Liedholm, Valentino Mazzola e Silvio Piola).

Nella giornata di sabato ha avuto luogo un incontro con i ragazzi della Scuole Medie di Oliena, che hanno presentato alcuni dei loro lavori svolti nel corso dell’anno scolastico dedicati ad alcuni campioni dello sport che si sono distinti per la loro lealtà e correttezza in campo e per il loro impegno nel sociale. Nel corso della serata, prima delle premiazioni del torneo dei “giovanissimi”, l’inviato del Tg3 nazionale Paolo Piras ha letto alcuni brani del suo Bravi & Camboni, l’epica minore del Cagliari: piedi storti, teste matte e colpi di genio, una spumeggiante storia del Cagliari – a tratti esilarante – narrata attraverso trentatré ritratti di figure più o meno gloriose di calciatori, presidenti, allenatori. 

Le attività della manifestazione sono documentate nel sito web www.leggereleosport.org .